Il settore delle bici elettriche ieri, oggi, domani

Solo pochi anni fa, la bici elettrica provava a sfondare nel settore della mobilità sostenibile, ricevendo una tiepida risposta da parte del pubblico. I primi modelli erano esteticamente di scarso appeal, caratterizzati da batterie al piombo ingombranti, non propriamente di design e dall’autonomia limitata. I primi anni del pedelec si rivelarono deludenti e in molti, all’alba di una nuova tecnologia ancora tutta da scoprire, si allontanarono da una soluzione che, a lì a poco, avrebbe riscritto la propria storia.

Bastarono pochi anni di ricerca e sviluppo, infatti, per consentire ai costruttori del pedelec di neutralizzare il gap di aspettative da parte dei consumatori: la vera innovazione fu rappresentata dalle batterie al litio, più funzionali, più discrete, più efficaci. I nuovi modelli di bicicletta a pedalata assistita si rivelarono un successo. Tra il 2014 e il 2016, il trend venne sovvertito al punto che, a fine 2016, il pedelec è risultato il veicolo elettrico più venduto al mondo.

Oggi il comparto riceve anche il sostegno da parte dei governi e delle amministrazioni locali. L’Unione Europea si è fatta promotrice di una serie di progetti pilota in tutto il Vecchio Continente orientati a sostenere l’utilizzo del pedelec per la distribuzione a breve raggio mentre, a livello comunale, sono tantissime le amministrazioni che adesso investono in piattaforme di e-bike sharing, in un’ottica di mobilità sostenibile e di abbattimento delle emissioni di co2 che sono il fulcro dei nuovi modelli di smart city.

Il mercato attuale è egemonizzato dai costruttori cinesi ma la crescita di realtà quali Europa, Giappone e Vietnam è costante e non è escluso che, nei prossimi anni, saranno proprio le realtà oggi in ascesa a dominare lo scenario ai danni di una Cina in involuzione, anche a causa di una serie di provvedimenti di legge che, in città di punta come Pechino e Shanghai, limitano l’utilizzo delle biciclette tradizionali ed elettriche.

Ad oggi, ciò che manca è un vero mercato globale della bici elettrica, fondato su un protocollo comune e su disposizioni di legge univoche. Ad esempio, oggi in UE il limite imposto alle bici a pedalata assistita è di 25 km/h, negli Stati Uniti invece è di circa 32 km/h; una differenza che, per quanto non così consistente, crea significativi problemi ai produttori del comparto, che si trovano costretti a modificare la propria produzione in serie per poter essere accolti anche in mercati di frontiera. Una questione che dovrebbe essere risolta entro il 2019 con l’introduzione di un protocollo ISO comune a livello globale.

La bici a pedalata assistita – e le soluzioni per la mobilità elettrica in generale – sono parte di un progetto ben più ampio e che coinvolge tutti i governi a livello globale. L’obiettivo ultimo è quello di un modello di realtà urbana a misura d’uomo, capace di rispettare l’ambiente, tutelare la salute e la salubrità ambientale e, allo stesso tempo, garantire servizi ottimali al cittadino. Le e-bike, in tal senso, possono rappresentare una risorsa eccellente, come hanno già dimostrato di aver capito le amministrazioni più lungimiranti.

Be the first to comment

Leave a Reply